News - Sibec
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Agosto 2019

In programma dal 24 al 26 ottobre la seconda edizione del corso di formazione dedicato a enti del terzo settore, imprese e pubblica amministrazione dal titolo “La gestione condivisa dei beni comuni: come attivarli, come svilupparli, come comunicarli”, promosso da Dynamo Academy in collaborazione con SIBEC. Il corso si terrà presso Dynamo Camp Onlus a Limestre. Per ulteriori informazioni: progetti@dynamoacademy.it

 

Luglio 2019

SIBEC accompagna il progetto Legami Leali nella riattivazione di 5 immobili confiscati alle mafie sul lago di Garda. L’iniziativa parte da una villetta di 2 piani a Manerba che diventerà una “casa della legalità” che ospiti attività esperienziali per le scuole e per i turisti. Leggi il comunicato stampa.

Giugno 2019

Al via una nuova sfida per SIBEC: dal mese di giugno ha iniziato ad accompagnare i cittadini di Bauladu, in provincia di Oristano, nella creazione di una cooperativa di comunità. Istituendo una cabina di regia con tutti i soggetti locali interessati, lavorerà a un piano operativo, seguito da un momento di formazione, per promuovere nuove esperienze di cooperazione e migliorare la gestione e l’offerta di beni e servizi pubblici.

Marzo 2019

Voci in comune: Le parole chiave dell’Amministrazione condivisa

Le abbiamo chiamate Voci perché sono termini, lemmi, parole. Ma anche perché danno suono a concetti astratti fondamentali per rendere agibile e praticabile la nostra idea di cittadinanza.

E’ stato pubblicato il nuovo Rapporto di Labsus, Voci in Comune, un Glossario dell’amministrazione condivisa con 34 fra i termini più usati per parlare dell’amministrazione condivisa dei beni comuni. Risultato di un lavoro collettivo, contiene contributi da vari docenti SIBEC, incluso Gregorio Arena, Pasquale Bonasora, Rossana Caselli, Daniela Ciaffi, Jacopo Sforzi, Elena Taverna, e Flaviano Zandonai.

Gennaio 2019

Imprese di comunità, ora disponibile il libro per il Mulino

Il libro, curato da Jacopo Sforzi, ricercatore di Euricse/docente SIBEC, e Pier Angelo Mori, docente all’Università degli studi di Firenze e senior fellow di Euricse, ripercorre fondamenta e prospettive in divenire di un fenomeno, quello delle imprese di comunità e della loro forma organizzativa innovativa, che ha antecedenti lontani ma sviluppo recente. In Italia queste nuove imprese svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono alla rivitalizzazione di aree rurali a rischio spopolamento, nonché al recupero di aree urbane degradate oppure segnate da fenomeni di marginalità sociale. Come funzionano le imprese di comunità e quali sono i loro tratti fondanti? A partire da un’analisi empirica condotta da Euricse,  il volume Imprese di comunità. Innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale (il Mulino) ne illustra le principali caratteristiche – governance, forme giuridiche, aspetti finanziari, rapporti con gli enti pubblici locali – e ne analizza l’efficacia come strumento di sviluppo locale.

 

Marzo 2017

CSVnet e SIBEC – siglata la partnership

Nel 2016 è stata intrapresa una collaborazione con CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Grazie a questo accordo è stato avviato un percorso congiunto, fatto di iniziative mirate ed attività di formazione, come quelle che nel corso del 2017 sono state rivolte ai dirigenti e presidenti dei CSV locali.  La formazione “Volontariato e beni comuni: il ruolo dei CSV” ha come oggetto aspetti fondamentali della gestione condivisa, come le potenzialità di sviluppo territoriale offerte dalla governance dei commons, le collaborazioni con il settore pubblico e privato, le forme imprenditoriali e le risorse disponili, l’utilizzo di strumenti di co-progettazione.

Tale opportunità formativa è stata replicata in due edizioni che hanno rispettivamente avuto luogo sia a Milano (21-22 aprile 2017; 12-13 maggio 2017) che a Napoli (19-20 maggio 2017 – 16-17 giugno 2017) sotto la giuda di Gregorio Arena (Labsus), Gianluca Salvatori e Flaviano Zandonai (Euricse) e della sociologa Rossana Caselli.

CSVnet, inoltre, ha creato una raccolta web di progetti di gestione di beni comuni; all’indirizzo benicomuni.csvnet.it sono disponibili le schede di 40 progetti di rigenerazione realizzate dai Centri di servizio per il volontariato negli ultimi anni. Le schede sono divise per regioni e contengono documenti e contenuti multimediali. Negli ultimi 4 anni i progetti hanno riguardato 13 regioni nei settori più disparati.

“Il progetto risponde ad una nuova sensibilità e a nuove esigenze che emergono nel mondo del volontariato”, dice il presidente di CSVnet Stefano Tabò. “Il lavoro di rilevazione oltre ad essere un modo per consolidare le esperienze acquisite fino ad oggi è anche uno stimolo a promuoverne di nuove. In quest’ottica abbiamo deciso di organizzare un laboratorio formativo avanzato sul tema dei beni comuni, il corso sarà dedicato ai presidenti e ai direttori dei Centri di Servizio per il Volontariato di tutta Italia”.

Settembre 2016

SIBEC a Trento: il primo percorso formativo che è anche un patto di collaborazione

“Beni Comuni: volontariato, cittadinanza e amministrazioni pubbliche” è stato il corso coprogettato, sviluppato e promosso all’interno di un patto di collaborazione tra il CSV Trentino, Euricse/Scuola Italiana Beni Comuni (SIBEC) e il Comune di Trento. L’obiettivo comune, quello di fornire competenze, conoscenze, ed esempi per stimolare le iniziative di cura dei beni comuni urbani sul territorio, secondo il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale.
Il percorso, di 20 ore complessive, è stato articolato in due moduli: “Verso l’amministrazione condivisa” e “Buone pratiche sui beni comuni”.

Nel primo modulo è stata offerta una cornice d’azione precisa per i cittadini e per l’amministrazione, affrontando i seguenti punti chiave:
1- che cosa sono i beni comuni;
2- come attivare la cittadinanza e come favorire la collaborazione;
3- quali sono gli strumenti amministrativi e gestionali per favorire le iniziative della cittadinanza e per renderle sostenibili e durature nel tempo.

Nel secondo modulo sono portate esperienze dirette di buone pratiche già esistenti sul territorio italiano e locale, attraverso la testimonianza di esperienze dirette relative ai quattro temi principali enunciati nel Regolamento: riqualificazione urbana; gestione e cura degli spazi pubblici; creazione urbana e innovazione digitale; innovazione sociale e dei servizi collaborativi.