Chi siamo - Sibec
481
page-template-default,page,page-id-481,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-theme-ver-14.5,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.7,vc_responsive

SIBEC è la prima Scuola nazionale
per la formazione alla gestione condivisa
dei beni comuni

 

SIBEC è promossa da Euricse, Labsus e Università di Trento. L’offerta formativa della Scuola si compone di più percorsi, di diversa durata e argomento. Cifra comune è l’abbinamento dell’apprendimento teorico con strumenti e metodi operativi.

 

Come opera?

L’intervento di studiosi ed esperti è affiancato da laboratori, esercitazioni, lavori di gruppo e visite studio sul campo. L’attività formativa alterna inoltre moduli di due o più giornate in presenza, a periodi di formazione a distanza (soprattutto per occasioni di approfondimento e aggiornamento continuo).

Un elemento metodologico costante è la valorizzazione del ruolo attivo dei partecipanti, sia creando occasioni di confronto per apprendere dalle differenze (per esempio: funzionari con cittadini; eletti con funzionari; imprenditori con dirigenti del Terzo Settore; esperienze nord-sud ecc.), sia promuovendo la realizzazione di project work in cui applicare alla propria esperienza di beni comuni quanto appreso in aula.
Il metodo proposto è dunque di tipo riflessivo: siamo infatti convinti che le soluzioni innovative emergano dal confronto delle esperienze, dalle lezioni degli esperti e, soprattutto, dal poter sperimentare attivamente le proprie capacità. La SIBEC vuole essere un luogo di apprendimento e al tempo stesso di sperimentazione.

 

A chi si rivolge?

I destinatari dell’attività formativa di SIBEC sono professionisti, imprenditori (for profit e nonprofit), appartenenti ad associazioni e organizzazioni del Terzo Settore, amministratori locali (sia eletti sia funzionari).

La Scuola si propone di formare due tipologie di professionisti:

FUNZIONARI
Funzionari degli enti locali, capaci di interagire positivamente con i cittadini attivi nell’ambito del modello dell’amministrazione condivisa, al fine di favorire la cura condivisa dei beni comuni materiali e immateriali presenti
sul territorio.

PROFESSIONISTI
Professionisti, capaci di gestire in modo economicamente sostenibile i beni comuni, creando opportunità di sviluppo e benessere a favore di tutta la comunità di riferimento.

 

Perchè una scuola dei beni comuni?

La recente crisi economica e il calo delle risorse pubbliche hanno generato un crescente numero di aree, spazi pubblici ed edifici in stato di abbandono o sottoutilizzo. Questi beni attualmente rischiano di produrre costi per la collettività e situazioni di degrado.

Ma se la comunità locale si assume la responsabilità del loro recupero e poi della loro gestione, essi diventano “beni comuni”, di cui tutta la comunità può tornare a godere. Non stupisce quindi che il tema dei beni comuni sia sempre più sentito. Migliaia di persone, in tutta Italia, si prendono regolarmente cura dei beni comuni presenti sul proprio territorio: piazze, strade, scuole, giardini e beni culturali… Sono i cittadini attivi, a cui si rivolge il lavoro di Labsus e per i quali è stato pensato e promosso il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazioni comunali per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, uno strumento già adottato in tanti comuni italiani.

Ma affinché questi beni “rigenerati” possano continuare a vivere è necessario un progetto per una gestione economicamente sostenibile e rispettosa delle caratteristiche di questi “beni di comunità”, ossia in grado di produrre sviluppo economico e concrete opportunità di lavoro. Euricse si occupa da anni di questi temi dal punto di vista delle forme organizzative e imprenditoriali più adatte alla gestione dei beni comuni, come dimostra ad esempio il filone di ricerca avviato dall’Istituto sulle imprese di comunità. La partnership tra Euricse, Labsus e l’Università di Trento consente di mettere a frutto le ricerche, le conoscenze e le reti di relazioni necessarie per la creazione di una Scuola in cui formare professionisti competenti nella gestione condivisa dei beni comuni, coinvolgendo la comunità locale, valorizzandone le potenzialità ed evitando ogni tipo di speculazione.

Dicono di noi

Promotori