Archivio attività - Sibec
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Archivio attività

Archivio attività

 

 

LABORATORIO ITINERANTE – Il corso base di SIBEC

Il corso base si propone come luogo in cui analizzare le buone pratiche di gestione di beni comuni già esistenti, disegnare assieme nuovi scenari di sviluppo, proporre strumenti concreti e condividere soluzioni efficaci e replicabili sui territori locali.

Il corso proposto nel 2018…. Scarica qui la brochure.

Nel corso del 2017 si è svolta la seconda edizione del corso base di SIBEC. Il laboratorio itinerante è stato strutturato in quattro moduli e si è svolto in quattro città italiane: Torino, Venezia, Siena e San Vito dei Normanni. Per tutti i dettagli sfoglia la Brochure Corso Base 2017.

La prima edizione del laboratorio itinerante di SIBEC nel 2016 ha toccato Milano, Firenze, Napoli e Calimera.  Per tutti i dettagli sfoglia la Brochure Corso Base 2016.

Gestione condivisa dei beni comuni: istruzioni per l’uso – Trento

Il 29 maggio 2018, si è tenuta a Trento una giornata di approfondimento sulla gestione condivisa dei beni comuni. I venti partecipanti, provenienti nella maggior parte da amministrazioni locali, sono stati guidati da Fulvio Cortese (Università degli Studi di Trento) e da Flaviano Zandonai (Euricse) nella definizione teorica dei beni comuni e delle loro potenzialità. In particolare sono stati approfonditi i risvolti concreti e applicativi della gestione condivisa dei beni comuni: patti e regolamenti, ma anche collaborazione e co-progettazione.

La giornata è poi proseguita con l’intervento di Marta Sansoni (Comune di Trento), che ha illustrato l’esperienza del Comune di Trento sull’amministrazione condivisa e la cura dei beni comuni. Per finire Pasquale Bonasora (Labsus) ha coinvolto direttamente i partecipanti, illustrando le concrete implicazioni che derivano da una gestione condivisa: non solo per chiarire i dubbi, ma anche, e soprattutto, per facilitare l’avvio di nuovi progetti sulla gestione condivisa dei beni comuni.

SIBEC UMBRIA – A Terni il format regionale

La Regione Umbria ha scelto di promuovere, con finanziamenti del Fondo Sociale Europeo e affidandone l’attuazione alla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica “Villa Umbra”, un percorso formativo SIBEC specifico per l’Umbria, rivolto ad amministrazioni ed enti locali, cooperative, imprese sociali e  associazioni di volontariato interessati ad acquisire competenze nella gestione condivisa dei beni comuni. Merito della proposta è da attribuire al Comune di Terni, che attraverso la Consulta Democrazia partecipativa di ANCI Umbria ha segnalato l’esigenza formativa specifica in materia.

È stata prevista la possibilità di borse di studio sia per gli amministratori pubblici che per i cittadini: l’intento è quello di riuscire a tradurre le capacità propositive dei soggetti locali in progetti imprenditoriali, incentrati su una gestione sostenibile e condivisa dei beni comuni presenti nella regione.

Dei 20 partecipanti al percorso regionale, 12 sono amministratori e funzionari pubblici, mentre 8 appartengono al mondo del privato sociale, su impulso di Confcooperative Umbria, Cesvol Terni e Legacoop Umbria, che hanno risposto con entusiasmo all’opportunità di partecipare alla scuola.

Particolare attenzione verrà dedicata al Regolamento per l’amministrazione condivisa, la base normativa necessaria per la gestione condivisa dei beni comuni, grazie al quale il cittadino diventa protagonista nella cura dei beni comuni, mentre la pubblica amministrazione può recuperare e valorizzare più facilmente beni pubblici sottoutilizzati o inutilizzati. Il percorso propone poi una riflessione sulla sostenibilità economica della gestione condivisa, rivolta in particolare al mondo della cooperazione.


CSVnet e SIBEC – siglata la partnership

Nel 2016 è stata intrapresa una collaborazione con CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Grazie a questo accordo è stato avviato un percorso congiunto, fatto di iniziative mirate ed attività di formazione, come quelle che nel corso del 2017 sono state rivolte ai dirigenti e presidenti dei CSV locali.  La formazione “Volontariato e beni comuni: il ruolo dei CSV” ha come oggetto aspetti fondamentali della gestione condivisa, come le potenzialità di sviluppo territoriale offerte dalla governance dei commons, le collaborazioni con il settore pubblico e privato, le forme imprenditoriali e le risorse disponili, l’utilizzo di strumenti di co-progettazione.

Tale opportunità formativa è stata replicata in due edizioni che hanno rispettivamente avuto luogo sia a Milano (21-22 aprile 2017; 12-13 maggio 2017) che a Napoli (19-20 maggio 2017 – 16-17 giugno 2017) sotto la giuda di Gregorio Arena (Labsus), Gianluca Salvatori e Flaviano Zandonai (Euricse) e della sociologa Rossana Caselli.

CSVnet, inoltre, ha creato una raccolta web di progetti di gestione di beni comuni; all’indirizzo benicomuni.csvnet.it sono disponibili le schede di 40 progetti di rigenerazione realizzate dai Centri di servizio per il volontariato negli ultimi anni. Le schede sono divise per regioni e contengono documenti e contenuti multimediali. Negli ultimi 4 anni i progetti hanno riguardato 13 regioni nei settori più disparati.

“Il progetto risponde ad una nuova sensibilità e a nuove esigenze che emergono nel mondo del volontariato”, dice il presidente di CSVnet Stefano Tabò. “Il lavoro di rilevazione oltre ad essere un modo per consolidare le esperienze acquisite fino ad oggi è anche uno stimolo a promuoverne di nuove. In quest’ottica abbiamo deciso di organizzare un laboratorio formativo avanzato sul tema dei beni comuni, il corso sarà dedicato ai presidenti e ai direttori dei Centri di Servizio per il Volontariato di tutta Italia”.


SIBEC a Trento: il primo percorso formativo che è anche un patto di collaborazione

“Beni Comuni: volontariato, cittadinanza e amministrazioni pubbliche” è stato il corso coprogettato, sviluppato e promosso all’interno di un patto di collaborazione tra il CSV Trentino, Euricse/Scuola Italiana Beni Comuni (SIBEC) e il Comune di Trento. L’obiettivo comune, quello di fornire competenze, conoscenze, ed esempi per stimolare le iniziative di cura dei beni comuni urbani sul territorio, secondo il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale.
Il percorso, di 20 ore complessive, è stato articolato in due moduli: “Verso l’amministrazione condivisa” e “Buone pratiche sui beni comuni”.

Nel primo modulo è stata offerta una cornice d’azione precisa per i cittadini e per l’amministrazione, affrontando i seguenti punti chiave:
1- che cosa sono i beni comuni;
2- come attivare la cittadinanza e come favorire la collaborazione;
3- quali sono gli strumenti amministrativi e gestionali per favorire le iniziative della cittadinanza e per renderle sostenibili e durature nel tempo.

Nel secondo modulo sono portate esperienze dirette di buone pratiche già esistenti sul territorio italiano e locale, attraverso la testimonianza di esperienze dirette relative ai quattro temi principali enunciati nel Regolamento: riqualificazione urbana; gestione e cura degli spazi pubblici; creazione urbana e innovazione digitale; innovazione sociale e dei servizi collaborativi.


Giovani & Futuro Comune – Anche SIBEC parte del progetto

II Edizione 2016 – 2018

In seguito al successo della prima edizione, Goodwill insieme a Fondazione Vodafone Italia e Fondazione con il Sud propongono la seconda edizione di “Giovani & Futuro Comune” su scala regionale, comprendendovi scuole appartenenti alle cinque provincie del territorio calabrese. Anche SIBEC farà parte di questa seconda edizione.

Il Progetto ha come obiettivo generale quello di stimolare il protagonismo dei giovani nella costruzione di un modello sociale ed economico positivo della Calabria, basato sulla legalità, il rispetto delle persone e la valorizzazione delle risorse del territorio stimolando iniziative sulla ricognizione e valorizzazione dei beni comuni esistenti nel proprio territorio, sviluppando le capacità e/o gli interessi imprenditoriali degli stessi.

Nello specifico il progetto intende:

  • restituire nuova vita ai beni comuni, valorizzandone l’utilità sociale e costruendo utilità economica;
  • formare i giovani sul fare impresa e aiutarli nella sperimentazione delle proprie attitudini e talenti fino alla realizzazione delle proprie idee di lavoro o impresa;
  • creare nuove forme di lavoro, di professioni e di impresa in Calabria.

Destinatari diretti sono 1.000 giovani delle scuole superiori (n.3, licei e scuole professionali per ciascuna provincia), che saranno coinvolti nelle attività del primo anno (formazione e redazione delle business ideas); tra questi 1.000 giovani saranno selezionati i gruppi delle business ideas vincitrici (una per ogni provincia) che accederanno alla fase di realizzazione negli ultimi sei mesi (indicativamente 30 giovani). Destinatari indiretti sono almeno 5 comunità locali dove sono collocati i beni comuni.


A San Donà di Piave l’incontro pubblico “Beni comuni, sono anche miei!”

Il 6 aprile, presso il Centro Culturale Leonardo da Vinci di San Donà di Piave (VE), si è tenuto l’incontro “Beni Comuni: Sono anche miei!”. Il dibattito, moderato dall’ex corsista SIBEC Paola Fasulo, ha riguardato il tema dell’amministrazione condivisa per la cura e la rigenerazione dei beni comuni.

Poco più di 100 comuni italiani su quasi 9mila, e appena 4 in Veneto, hanno adottato un regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la gestione dei beni comuni. Tra i Comuni che hanno mostrato questa sensibilità, San Donà di Piave, che lo ha adottato l’anno scorso.  Il regolamento è uno strumento per favorire la partecipazione dei cittadini, come previsto dal programma di mandato.

Relatori dell’incontro Flaviano Zandonai, docente SIBEC, e Donato Di Memmo, del Comune di Bologna, che hanno supportato l’amministrazione sandonatese nell’elaborazione del regolamento.

 

Laboratorio itinerante 2017

Il Laboratorio di formazione itinerante si propone come luogo in cui analizzare le buone pratiche di gestione di beni comuni già esistenti, disegnare assieme nuovi scenari di sviluppo, proporre strumenti concreti e condividere soluzioni efficaci e replicabili sui territori locali.

Sfoglia la brochure (link)

MODULO 1: RICONOSCERE E PROMUOVERE I BENI COMUNI (Torino) a cura di Gregorio Arena (Labsus) e con la partecipazione di Gianluca Salvatori (Euricse), Daniela Ciaffi (Università di Palermo/Labsus), Gianni Ferrero (Comune di Torino) e l’associazione OrtiAlti.

Attraverso gli aspetti legislativi, sociologici ed economici del fenomeno “beni comuni” si è cercato di cogliere come i fondamenti dell’amministrazione condivisa possono aiutarci nella costituzione di uno sviluppo locale partecipato e inclusivo, che realizzi anche un bilanciamento tra interesse generale ed iniziativa privata. La gestione dei beni comuni è inseparabile dal punto di vista pratico, infatti la location scelta per questo primo modulo è estremamente stimolante! Via Baltea: un’ex tipografia dove convivono attività di ristorazione, laboratori artigiani, servizi per i cittadini ed il quartiere. Non solo, il percorso si è concluso con Casa Ozanam, una struttura il cui obiettivo è lavorare per un impatto socio-ambientale eco-friendly, di valore ed inclusivo. L’impostazione del project work di ogni corsista incomincia già in questo primo inizio di esperienza Sibec!

MODULO 2: ORGANIZZARE E GOVERNARE I BENI COMUNI (Venezia) a cura di Carlo Borzaga (Euricse) e con la partecipazione di Flaviano Zandonai (Euricse) e Willy Mazzer (Cooperativa ITACA)

Il tema cardine di questo modulo è il difficile rapporto tra sostenibilità economica ed inclusione sociale nella gestione dei commons. Ci si interroga se il raggiungimento di un profitto possa perseguire l’interesse generale attraverso una partecipazione democratica dei soggetti coinvolti anziché, come più spesso accade, realizzare la speculazione di pochi. In questa sede abbiamo discusso della possibile compresenza di beni comuni materiali ed immateriali attraverso il caso in questione, protagonista di memoria storica. Sono stati spiegati in tutte le loro sfaccettature i concetti di forme organizzative, i modelli di gestione ed i processi di governance generica e, nello specifico, di quella inclusiva. Concetti accompagnati da un riferimento al quadro amministrativo-legale su questioni come la riforma del Terzo Settore. È stata poi proposta una definizione dei commons in quanto infrastrutture abilitanti, nelle quali modalità di accesso ed esternalità prodotte costituiscono elementi distintivi. Questa mappa esperienziale ha condotto i corsisti SIBEC nel mondo della community hub. È stato anche ripreso il lavoro sullo sviluppo delle competenze di ogni corsista per garantire la maturazione di capacità pratiche, concrete e specifiche.

MODULO 3: ATTIVARE E VALORIZZARE LE RISORSE (Siena) a cura di Marco Tognetti (Agenzia LAMA), Enrico Testi (Arco e Yunus Social Business Centre Università di Firenze), con la partecipazione di Simone Siliani (Fondazione Finanza Etica), Francesca Santaniello (Labsus e Impact Hub Trentino) e Paolo Casprini (Comune di Siena).

La location scelta per le lezioni della tappa senese è stata lo storico Palazzo Pubblico di Piazza del Campo, presso il Comune di Siena. I casi concreti di studio scelti per l’attivazione e la valorizzazione delle risorse sono state la Nobile Contrada dell’Aquila e la Contrada Sovrana dell’Istrice, luoghi che collaborano con il Comune in progetti di amministrazione condivisa. Sono stati selezionati proprio in quanto emblema antico del patrimonio culturale di Siena, zone per eccellenza di incontro e condivisione: uno spazio sia materiale che ideologico in cui il legame comunitario, tutela e preserva l’identità del passato, delle tradizioni e del territorio della città. Punto di partenza è stato definire quali siano i vantaggi competitivi dei beni comuni partendo dal concetto di approccio delle capabilities, come elaborato dal Premio Nobel Amartya Sen. In seguito, si è volto lo sguardo alle possibili fonti di finanziamento partendo dalla definizione di finanza etica, finalizzata al coinvolgimento dei soggetti del Terzo Settore e di tutti coloro che si occupano di welfare generativo. Tra gli esempi è stata portata la recente collaborazione tra Banca Etica e Sardex, che permetterà alle imprese che partecipano ai circuiti delle monete complementari, di avere accesso a servizi finanziari convenienti e di sostegno come microcredito e crowdfunding. È stata anche predisposta un’analisi SWOT sui metodi d’indagine e competitivi, accompagnata dallo sviluppo di capacità incentrate sul Metodo per la Gestione delle Informazioni nei Gruppi. Di rilievo, è stato anche l’intervento di Paolo Casprini, corsista SIBEC 2016 e Dirigente del Settore dei Servizi della città di Siena; in quanto esperto locale, ci ha chiarito la distinzione tra patti di collaborazione e altri strumenti normativi più “tradizionali” che sono stati adoperati nel caso di Siena.

MODULO 4: PROGETTARE E PRESENTARE I BENI COMUNI (San Vito dei Normanni – BR) a cura di Laura Beriotto, con la partecipazione di Roberto Covolo, Pasquale Bonasora, Teresa Masciopinto

Durante l’ultimo incontro del laboratorio, grazie al supporto del tutoraggio e degli strumenti acquisiti lungo il percorso SIBEC, ogni corsista ha presentato la propria idea progettuale a dei discussant provenienti da diversi campi professionali, ricevendo dei feedback basati su osservazioni attente a: fattibilità, sostenibilità economica e coinvolgimento degli stakeholders. Cornice di quest’ultima esperienza SIBEC è stata ExFadda, un Laboratorio Urbano insediato in un vecchio complesso enologico promosso da Bollenti Spiriti, il programma della Regione Puglia per le politiche giovanili conosciuto in tutta Italia come modello di innovazione sociale e culturale. Oggi, ExFadda ospita una trentina di organizzazioni, che si occupano delle più disparate attività culturali. Attraverso la condivisione di risorse (spazio, relazioni, competenze, fondi) ExFadda vuole stimolare ragazzi con un’idea valida da realizzare, o che vogliono sperimentare e sviluppare le proprie capacità collaborando a progetti già attivi. In conclusione, si è rivelato uno dei luoghi più adatti al confronto sulle diverse idee progettuali condivise di beni comuni.

TUTORAGGIO SIBEC:

In parallelo ad ogni modulo, i corsisti sono stati seguiti dalla tutor Laura Beriotto (Dof Consulting) e dall’aiuto di Ilana Gotz (Euricse), con lo scopo di sviluppare le competenze necessarie alla realizzazione del project work.

Dal punto di vista didattico il tutoraggio consiste in un resoconto delle capacità organizzative e relazionali acquisite da ogni blocco teorico e funzionali alla gestione concreta di un bene comune. A differenza di docenti ed esperti, che variano per ogni modulo, la Tutor rimane un punto fermo per uno sviluppo lineare e consistente dell’idea progettuale di ogni corsista.

Inoltre, durante l’ultimo incontro Sibec, ogni partecipante ha presentato il proprio piano di utilizzo di un bene comune a dei discussant esperti, provenienti da diversi ambiti lavorativi, che lo hanno commentato sottolineandone attuabilità, sostenibilità e grado di coinvolgimento degli stakeholders. Durante l’edizione Sibec 2017 gli esperti invitati per quest’analisi critica sono stati: Roberto Covolo (ExFadda), Pasquale Bonasora (Labsus), e Teresa Masciopinto (Banca Etica).

Elena Taverna (Labsus), si occupa della comunicazione SIBEC e ha provveduto durante l’intera durata del corso base, ad un resoconto approfondito di ogni modulo che è possibile trovare a questo link.